Museo Archives Giovanni Boldini Macchiaioli

IL PERIODO GOUPIL  (1871-1878)

 

 

 

Nel marzo del 1871 ricevette un sollecito di pagamento dallo scultore Egisto Gaiani. Il 3 maggio 1871 morì a Firenze il nipote Antonio, figlio di Beatrice; subito dopo, il 19, Boldini si recò a Londra dove si stabilì al n. 14 di Brunswick Square, ospite del mercante d’arte Frèdèric Reitlinger, conosciuto forse a Roma o a Firenze. Frequentò Vito D’Ancona e lavorò costantemente eseguendo numerosi ritratti per la nobiltà inglese. A giugno rivide Sir Cornwallis-West, che lo persuase a trasferirsi nel suo studio, al n. 49 di Eaton Place, spostandosi periodicamente in campagna nel castello di West. Cornwallis-West gli procurò proficue commissioni presentandolo al duca di Sutherland, alla duchessa di Westminster e alla principessa di Pless; a Londra Boldini fu soprannominato “Little Italian”.

Giovanni annunciò un viaggio a Parigi. Alla fine di agosto risiedette in un castello a Welsh, chiamato a ritrarre l’anziana proprietaria. I primi giorni di novembre si stabilì definitivamente a Parigi e, con la modella Berthe, abitò al n. 12 di avenue Frochot. Strinse rapporti con il mercante Adolphe Goupil, probabilmente incontrato a Londra. Questo rapporto caratterizzò la cifra espressiva dell’autore almeno fino al 1878. Con Berthe, nei primi mesi del 1872, si trasferì al n. 14 di Place Pigalle.

In primavera raccomandò l’amico Banti ad Albert Goupil, figlio del notissimo mercante Adolphe, che era giunto in Italia con l’intenzione di acquistare dipinti.

A luglio tornò a Ferrara per la morte del padre, visitò Venezia, lavorando all’isola di San Giorgio. Progettò un viaggio in Spagna, dove sarebbe voluto andare da gennaio a maggio. La trasferta – non sappiamo se sia realmente avvenuta nei tempi previsti – è testimoniata da almeno un dipinto di soggetto magrebino e da due di soggetto ispanico, uno dei quali datato 1873: Dopo il bagno, Coppia in abito spagnolo con due pappagalli, Torero e Suonatrice di chitarra, 1873.

Rientrato a Parigi, nel giugno del 1873, Giovanni ripartì per un soggiorno a Combs-la Ville, dove lo raggiunse Signorini, col quale si tenne in contatto epistolare anche in seguito.

Il 30 novembre, da Parigi, si abbonò al “Giornale Artistico”, al quale collaboravano Adriano Cecioni e Telemaco Signorini. Consigliò a quest’ultimo di inviare i suoi quadri a Goupil, pregandolo di riferire a Cecioni quanto avesse apprezzato il suo articolo su Ernest Meissonier.

Il 26 dicembre scrisse di nuovo a Signorini, informandolo del pessimo andamento delle vendite e, soprattutto, di non essere riuscito ad alienare le opere che lui gli aveva lasciato a Parigi, decidendo comunque di affidarle a Goupil per riproporle in un momento migliore.

Nell’estate del 1874 dipinse nel parco di Versailles. Tra ottobre e novembre dello stesso anno andò prima a Ferrara a far visita alla madre gravemente ammalata e poi a Firenze. Durante questo spostamento, a Parigi, venne a mancare la sua governante.

A novembre morì Mariano Fortuny, del quale Boldini aveva assorbito l’influenza artistica. Il 7 marzo 1875 scomparve la madre.

Giovanni ospitò Michele Gordigiani nel suo studio e s’incontrò con Antonio Mancini. Intrecciò una relazione con la contessa Gabrielle de Rasty, tanto da affittare con lei una garçonniere in avenue Trudaine n. 24.

A maggio si trasferì a Versailles, in una villetta ammobiliata al n. 33 di boulevard St. Antoine, dove dipinse per Goupil, e ciò lo indusse a realizzare scene all’aperto, ambientate nei grandiosi giardini reali di quella località, molte delle quali richieste dai suoi committenti, soprattutto americani, che vi individuavano “la sapiente resa del vero naturale”. L’opera dal titolo Parc de Versailles fu venduta a New York nel 1888 a un’asta di Steward per 17.000 franchi, come annotò puntualmente Emmanuel Benezit. Chiese a Banti di inviargli l’olio dalla Toscana.

Il 26 settembre, colpita da un male incurabile, si spense nell’ospedale psichiatrico di Ferrara, a soli trentatré anni, la sua prima fidanzata, Giulia Passega.

Giovanni si oppose all’esposizione delle sue opere del periodo fiorentino presso la Galleria Lega Borrani, perché ritenute giovanili e quindi non rappresentative della sua cifra stilistica attuale. Invitò Banti a rinviargli a Parigi il ritratto di Cecconi richiestogli per questo scopo e anche il disegno a matita raffigurante i genitori.

Nel 1876 fu ospite di Cristiano Banti, prima a Montemurlo poi a Montorsoli. Secondo quanto emerge dal carteggio con Telemaco Signorini, nel 1877 il pittore annunciò un viaggio di tre mesi che da Bougival lo portò in Normandia e poi in Spagna.

A febbraio morì il nipote Arrigo, figlio di Gioacchino. Boldini ospitò lo scultore Vincenzo Gemito, che scolpì il suo ritratto a mezzo busto. Mancini visitò il suo studio.

Il 6 dicembre morì la sorella Beatrice. Signorini inviò a Giovanni una copia de Le 99 discussioni artistiche. Nel 1878 si allentarono i rapporti con il mercante Goupil, Boldini strinse amicizia con Degas.

 

Prosegui la lettura:  Parigi e il nuovo dinamismo

Salva

Salva

Salva

Certificati di autenticità, tutela legale. Centro studi promozione dell'opera di Giovanni Boldini e dei Macchiaioli. Progettazione e curatela di grandi mostre culturali