Museo Archives Giovanni Boldini Macchiaioli

Museo Archives Giovanni Boldini Macchiaioli

 

Giovanni Boldini, Treccia bionda, 1891 c. olio su tela, cm 65 x 50; GAM, Galleria d’Arte Moderna, Milano

Dal 16 marzo al 17 giugno 2018 presso la GAM di Milano, le opere del Peintre Italien dialogheranno con quelle di altri cantori della Belle Epoque come Helleu, De Nittis e Toulouse Lautrec. Un’occasione davvero intrigante per il pubblico di ammiratori e collezionisti dell’opera di Giovanni Boldini, sempre in crescendo grazie al successo delle grandi mostre dedicate al pittore di origine ferrarese, che nell’ultimo anno, lo hanno visto protogonista prima Roma, al Complesso del Vittoriano, poi a Venaria Reale, nelle sontuose sale della Reggia.

Saranno 30 le opere esposte, fra dipinti, disegni e pastelli, prestito straordinario del Museo Giovanni Boldini di Ferrara. Le tele del petit italien che conquistò il bel mondo parigino, saranno messe a confronto con quelle di coloro che, come Paul Helleu,  in vita furono, per Giovanni Boldini, non solo colleghi ma anche amici e attenti discepoli.

Non doveva essere facile andare d’accordo con quest’artista, che fece della resa del colore e delle linee un vero e proprio virtuosismo pittorico, noto per la sua insofferenza caratteriale, manifestata anche attraverso l’assoluta indipendenza del proprio lessico espressivo, sempre misuratamente distante e al di là, di ogni movimento artistico suo coevo. Amato dalle grandes dammes dell’epoca che, solo da lui accettavano di farsi ritrarre in pose sensuali e rivelatrici,  incuranti di dover spendere una fortuna (un ritratto eseguito da Boldini costava non meno di 50.000 lire, una  piccola fortuna, all’epoca!).

Un innegabile talento, quello di Giovanni Boldini, che ottenne di un riconoscimento davvero molto tardivo, forse anche influenzato dal giudizio dato all’ uomo, prima ancora che al pittore, da parte dei critici suoi contemporanei: Longhi nel 1914 ebbe toni duri nel giudicare la sua tecnica, non priva di talento, ma spettacolare e vacuo specchio di una società corrotta, le cui muse appaiono come perfide sirene ammaliatrici. Berenson, se dapprima commenta il ferrarese attribuendogli “impulsive doti di pittore e un certo pepe satirico” più tardi, riferendosi alle elegantissime dame che sfilavano nell’atelier di Giovanni Boldini, le dirà ritratte “come sotto un vetro traslucente”.

Giovanni Boldini con Alice e Paul Cesar Helleu nel 1898, archivio privatoGiovanni Boldini e Paul Cesar Helleu nel 1878, archivio privato

Ardengo Soffici, suo acerrimo detrattore, non senza però una punta di involontaria ammirazione, era solito definirlo: un sublime pasticciere di stoffe caramellate e viande glacé e liquidare con affermazioni lapidarie il pittore di “umili origini seppur non umilissime” che si era fatto cantore di una società sopra le righe, a tratti non nascondendo nel pennello, un intento dissacrante.

Nel 1909 da La Voce, consegnerà alla storia dell’arte il suo giudizio caustico su Boldini e sui pittori che a lui guardano come ad un maestro fra cui anche Paul Helleu:

“Grande? Chi dice che sia grande? Io no di certo. Io dico che è vivo e che esprime spiritosamente ciò che gli cade sott’occhio in quella spregevole società in cui vive, e che tutti i Sargent, tutti i La Gandara e tutti gli Helleu di questo mondo, non sono che miserabili pappagalli a petto a questo italiano” .

Oggi la critica ha finalmente “fatto pace” con la memoria di Boldini e i giudizi si fanno meno interessati a ciò che fu in vita quest’uomo dal carattere difficile, per molti antipatico,  per guardare alla sua opera senza più filtri o pregiudizi.

La mostra sarà visitabile presso la GAM dal 16 marzo al 17 giugno 2018, dal martedì alla domenica con i seguenti orari: 9.00 – 17.30.

 

                        Giovanni Boldini, L’americana (part.), pastello su carta, cm 181 x 161, GAM, Collezione Grassi, Milano

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