Museo Archives Giovanni Boldini Macchiaioli

Museo Archives Giovanni Boldini Macchiaioli

Il ministro della cultura francese, Franck Riester ha vietato l’esportazione del Cristo deriso di Cimabue. Il dipinto che a fine ottobre era stato venduto per 24 milioni di euro a una coppia di collezionisti cileni residenti negli Stati Uniti e che adesso sarà acquistato dallo Stato francese per arricchirne le proprie collezioni.

In Italia, grazie a una legge vetusta risalente al ventennio fascista, sarebbe bastato un semplice provvedimento di tutela senza acquisto coattivo, ovvero una lettera rilasciata dal Ministero per i beni culturali e per il turismo per impedirne l’uscita dai confini nazionali e quindi di fatto annullarne la vendita. L’Italia avrebbe potuto non prevedere alcun risarcimento per la casa d’aste che lo ha scoperto salvandolo dall’oblio dell’anonimato, promosso e venduto, e nemmeno un euro per i proprietari che sarebbero stati costretti a riprendersi l’opera e a conservarla diligentemente a casa propria.

A partire dalla notifica di diniego all’acquirente, Parigi ha 30 mesi di tempo per avanzare un’offerta congrua, al valore di mercato e quindi pagarlo.

Il quadro, tempera a fondo oro su tavola di pioppo, di 25,8 centimetri per 20,3, era stato casualmente ritrovato nell’abitazione di un’anziana signora di Compiègne che dovendo traslocare in una casa più piccola, aveva deciso di mettere all’asta gli arredi in eccesso.

Gli esperti della casa d’aste hanno capito subito d’esser di fronte a un’opera rarissima di Cenni Di Pepo, detto Cimabue, maestro di Giotto.

Il Cristo Deriso è una componente di un polittico del 1280 in cui sono rappresentate su otto pannelli di analoghe dimensioni scene della Passione di Cristo. Ad oggi sono note solo altre due versioni: La Flagellazione di Cristo e La Vergine con il Bambino in trono e circondata da due angeli.

“Non mi sorprende – ha dichiarato Dominique Le Coent, battitore d’asta della vendita – lo Stato difende l’arricchimento del patrimonio. L’unica cosa che mi interessa è che questa misura sia effettivamente realizzata e che la Francia disponga effettivamente dei mezzi per acquistare l’opera”.

Ironia della sorte l’anziana signora di modesta estrazione, ex proprietaria del Cimabue, che ha conservato per tutta la vita ritenendo fosse una icona russa di poco valore, è morta poche settimane dopo, trasmettendo l’immenso e inatteso credito agli eredi.


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